Thursday, 06 July 2017 15:58

Humans of Montesano: Ruth

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"A febbraio di quest'anno ero in una situazione in cui mi chiedevo se stessi facendo la scelta giusta nella mia carriera. Ero in una posizione in cui non riuscivo a decidere che passo compiere successivamente. Un mio amico ha fatto il Servizio Volontario Europeo".

 

"A febbraio di quest'anno ero in una situazione in cui mi chiedevo se stessi facendo la scelta giusta nella mia carriera.

Ero in una posizione in cui non riuscivo a decidere che passo compiere successivamente. Un mio amico ha fatto il Servizio Volontario Europeo (SVE) alcuni anni fa e mi ha consigliato un'esperienza che potesse aiutare me aiutando gli altri. Mi sono candidata per questa particolare posizione, per lavorare con i rifugiati nel sud Italia e una settimana dopo avevo già prenotato i biglietti per partire. In Italia ho trovato una parte di me che non sapevo esistesse.

Ho una nuova famiglia e nuovi amici e le storie dei rifugiati e le loro lotte mi hanno reso molto più grata della mia situazione e più umile rispetto a quella degli altri. Spero che alla fine dei miei sei mesi qui posso aiutare più persone possibili, anche solo facendo loro da spalla per consolarli, o l'orecchio per ascoltarli.

La mia visione dell'Italia prima di arrivare qui non era molto diversa dal mondo dove vivo ora. La gente parla solo italiano, o diversi dialetti, cibo fresco, raccolto dal giardino poco prima di mangiarlo, la musica che fa sognare o volare verso la luna, e macchine che costano più di una casa in Irlanda. Quello che amo di più è che gli italiani mangiano tutto il tempo. È sia una benedizione che una condanna per me (ciaociao bikini) e la cosa che mi piace meno è che non c'è tanto latte fresco.

Non so ancora cosa farò dopo aver finito il progetto ma quello che so è che vorrei continuare il mio cammino con una mente più aperta e con il ricordo di aver incontrato gente meravigliosa che ha cambiato il mio modo di vedere la vita”

 

 

“In February of this year I found myself in a situation where I was questioning whether or not I had made the right decision in career path. I was in a position where I couldn’t decide what step to take next. A friend of mine had done European Volunteer Service (EVS) a few years ago and recommended the experience as one that could help me while I helped others. I applied for this particular position working with refugees in the South of Italy and a week later my tickets were booked to travel. In Italy I have found a part of me that I didn’t know existed. I have new family and friends and the stories of the refugees and their struggles have led me to be more grateful of my situation and more humble to those of others. I hope that by the end of my 6 months here that I have helped as many people as possible, even if only by being the shoulder that they need to lean on sometimes or the ear that listens.

My vision of Italy before I arrived here is not much different to the world I now live in. People who speak only Italian, or those who speak in different dialects, freshly produced food, picked from the garden just before you eat it, music that makes you dream of flying to the moon and cars that cost more than a house in Ireland.

What I love the most is that they eat ALL of the time. It’s both a blessing and a curse for me (bye bye bikini bod) and what I dislike the most is the lack of fresh milk....can't make a good cup of tea...

I still don’t know what I will do after my time here but I know that I can continue along my path with a more open mind and the memories of having met beautiful people that have changed the way I look at life".

  

(Realized by Ruth and Tanya within the frame of the Erasmus Plus project Breakdown the Wall")

Follow --->: https://www.instagram.com/humans_of_montesano/

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