Friday, 25 January 2019 11:11

Our first days

Written by Diego and Lorenzo

 

 

Ciao!

It’s Diego an Lorenzo again. We’ve been here for almost a week and we started to taste a little of SEYF’s experience and Lecce’s in general. First weekend could resume with the presentation of our beloved coordinators Sandro and Enzo of Negroni Sbagliatissimo and a little sample of Lecce’s nightlife.

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On monday we started at the office, but in the afternoon we got the chance to get closer to the biggest CAS in Santa Cesarea Terme. After a 40 minutes trip we arrived there. The center is standing near a beautiful view of the rugged Adriatic Sea.

Fifty migrants from different countries reside there. With this number of people you could imagine how big the camp was, however maybe your imagination do sell short… It is possible that prejudice or disinformation would have impacted on our expectations, but we got surprised about how nice, big and well organized was this centre.

As they were showing us the facilities we got the chance to meet and say Hi! to the beneficiaries, and even the mood was a little low and most of them were resting because of the rain and bad weather, they received us with a big smile on their faces that made us feel like home from the beginning. They all seemed very young, and a few of them who were newcomers looked a little confused and restless in compare with the more veterans. We know that their story and their long trip to get to Italy is a sensitive topic, and the political atmosphere does not stop getting worse for this people, anyhow in Santa Cesarea you could see a friendly and good vives environment.

We left the centre wanting to spend more time with the people that lived there and the staff, to get to know them better and also their stories. But we are not worried cause we will have time for that in the future.

Yesterday morning, we took our bikes and we rode to the office. After a delicious and awakening cup of italian coffee we headed out to another of the SEYF CAS, near the west coast of Salento in a town called Alezio. Eighteen migrants are living in this smaller camp, with four floors located in Alezio’s town centre. By showing surprise with the Santa Cesárea camp everyone tried to lower our expectations for Alezio. However, this CAS surprised us again. This camp was so different from Santa Cesarea, as one of them was outdoors composed of small ‘’apartments’’ and Alezio’s was a building with rooms. During this day we were able to learn more accurately some of the procedures that are carried out in the centers, such as the revision of security elements, documents that the beneficiaries must obtain, the rights and duties that they have to fulfill in order to be able to live there, as well as the health care procedures to avoid medical problems of all the people who live there.

For now our duty consist to watch and learn how the things must be done from our coordinators, and it already feels inspiring and motivational, but we can’t wait for what’s about to come. We are ready to help!

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Ciao!

De nuevo aquí Diego y Lorenzo. Llevamos aquí casi una semana y ya empezamos a saborear la experiencia de SEYF y Lecce en general. El primer fin de semana podría resumirse con la presentación que nuestros queridos coordinadores nos hicieron al negroni variattisimo y la vida nocturna de Lecce. 

El lunes comenzó en la oficina pero por la tarde tuvimos la oportunidad de conocer de cerca el más grande de los CAS de la zona de Lecce en Santa Cesárea Terme. 

Despues de 40 minutos en coche llegamos al centro, que se encuentra muy cerca de unas preciosas vistas del escarpado mar Adríatico. 

Cincuenta refugiados de diferentes nacionalidades viven allí. Con esta cantidad de personas os podréis imaginar lo grande que es el campo, sin embargo es posible que, como nos pasó a nosotros, vuestra imaginación se quede corta. Es posible que los prejuicios o la desinformación hicieran mella en nuestras expectativas, pero nos sorprendió lo bonito, grande y organizado que estaba todo. Mientras nos enseñaban las instalaciones fuimos saludando a aquellos que se encontraban en el centro, y aunque el ánimo estaba un poco bajo por el cansancio generalizado de la lluvia y el frío, todos nos recibieron con una gran sonrisa que nos hizo sentir como en casa desde el principio.

Casi todos eran muy jóvenes y los recién llegados mostraban una confusión e inquietud que no se veía en los más veteranos. Sabemos que sus historias y su largo viaje hasta Italia es un tema delicado y que el ambiente político no para de ennegrecerse, sin embargo en Santa Cesarea se respiraba amiguismo y buen rollo.

Dejamos el centro con ganas de pasar más tiempo con la gente, que nos contasen su historia y conocerlos un poco más. Pero tendremos tiempo para eso en estos meses. 

Ayer por la mañana, cogimos nuestras bicicletas y nos dirigimos a la oficina. Después de un buen café italiano salimos en dirección a otro de los centros, al otro lado del tacón, en la costa Este. En Alezio viven 18 personas en un edificio de 4 plantas. Al mostrar sorpresa con el campo de Santa Cesárea todo el mundo intentó bajar nuestras expectativas para con Alezio. Sin embargo, este CAS volvió a sorprendernos. Alezio era muy diferente en comparación con el de Santa Cesarea, ya que este último era al aire libre en un entorno más natural compuesto por pequeños ‘’apartamentos’’, y el centro de Alezio es un gran edificio con habitaciones. Durante este día aprendimos de forma más detallada algunos de los procedimientos que se llevan a cabo en los centros, como la revisión de elementos de seguridad, los documentos que los beneficiarios deben obtener, los derechos y los deberes que tienen que cumplir para poder vivir allí, así como también los procedimientos médicos relacionados con la prevención de problemas de salud y enfermedades, tanto para los propios beneficiarios como para las personas que trabajan allí.

Por ahora, nuestra principal tarea consiste en observar y aprender de nuestros coordinadores cómo se tienen que hacer las cosas, y eso es algo que ya nos inspira y nos motiva, sin embargo no podemos esperar a lo que queda por venir. 

¡Estamos listos para ayudar!

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Ciao!

Siamo di nuovo Diego e Lorenzo. Siamo qui da già da una settimana e abbiamo iniziato ad assaporare un poco della vita di SEYF e di Lecce. Il primo weekend si può riassumere con la presentazione del Negroni Sbagliatissimo da parte dei nostri cari coordinatori Sandro ed Enzo e di un assaggio della vita notturna di Lecce. Lunedì abbiamo iniziato in ufficio, e nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di scoprire il grande CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) a Santa Cesarea Terme. Ci siamo arrivati in 40 minuti di macchina. Il centro è vicino ad una bellissima vista panoramica sulla costiera frastagliata del mar Adriatico.

In questo CAS vivono circa cinquanta migranti provenienti da diversi paesi. Con un numero così grande si può solo immaginare quanto questo centro sia grande, anche se probabilmente la vostra immaginazione potrebbe sottovalutarne la grandezza … è possibile che i pregiudizi o la disinformazione abbiano inciso sulle nostre aspettative, ma siamo rimasti sorpresi nel vedere quanto questo centro sia carino, grande e ben organizzato.

Mentre esploravamo e scoprivamo la struttura, abbiamo avuto modo di incontrare e salutare i beneficiari e, anche se il morale era un po’ basso e la maggior parte di loro stava risposando a causa del della pioggia e del cattivo tempo, ci hanno accolti con un gran sorriso e ci hanno fatto sentire a casa fin da subito. Sembrano tutti molto giovani e, alcuni di loro che erano nuovi arrivati, sembravano un po’ confusi e inquieti rispetto ai più veterani. Nonostante la loro storia e il lungo viaggio che hanno fatto per giungere in Italia sia un argomento delicato e anche se l’atmosfera politica non smette di essere più complicata per queste persone, a Santa Cesarea si percepisce un’atmosfera amichevole e positiva.

Abbiamo lasciato il centro con la voglia di trascorrere più tempo con le persone che ci vivono e con lo staff, per conoscere meglio loro e le loro storie, ma siamo sicuri che presto ne avremo occasione.

Ieri mattina abbiamo preso le nostre bici e siamo andati in ufficio. Dopo un delizioso caffè italiano, ci siamo diretti verso un altro CAS SEYF, vicino alla costa occidentale del Salento, in un paese chiamato Alezio. Diciotto migranti vivono in questo campo più piccolo, a quattro piani, situato nel centro di Alezio. Per la grande sorpresa che avevamo avuto vedendo il centro di Santa Cesarea, immaginavamo di dover abbassare le nostre aspettative sul centro di Alezio. Tuttavia, anche questo CAS ci ha sorpresi molto. È molto diverso da quello di Santa Cesarea, considerato che il primo si trova all’aperto ed è composto da piccoli appartamenti e l’altro si trova in un unico edificio con delle camere. In questa giornata abbiamo potuto conoscere più accuratamente le procedure amministrative e organizzative che vengono svolte nei centri, come la revisione degli elementi di sicurezza, i documenti che i beneficiari devono ottenere, i diritti e i doveri e per poter vivere lì e le procedure sanitarie per evitare problemi di salute alle persone che vivono nel centro e mantenere in sicurezza anche la popolazione locale.

Per adesso il nostro compito è di osservare e imparare dai nostri coordinatori come vanno fatte le cose e questo è già stimolante e motivante, e non vediamo l’ora di vedere cosa succederà. Siamo pronti ad aiutare!

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