Monday, 22 May 2017 13:07

Progetto ESSE: il racconto di Paola De Carlo

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Il racconto di Paola De Carlo, docente dell'I.T. "G. Deledda" di Lecce a Malta per il progetto ESSE – Empowering School Staff in Education, realizzato nell’ambito del programma Erasmus Plus in collaborazione con SEYF, per approfondire le metodologie maltesi relative ai Bisogni Educativi Speciali.

Vengo a sapere di questa destinazione per la formazione Erasmus quando ormai quasi me ne ero quasi dimenticata, gli altri gruppi avevano tutti concluso la loro formazione, e ora toccava a noi.

Dover lasciare la scuola, con gli impegni che non mancano mai, la famiglia, con le tante incombenze che poi devi gestire, quasi diventa un peso. 

Ma poi tutto ha cominciato a delinearsi in maniera più chiara e ad incastrarsi come per magia…

Il gruppo di colleghi con il quale sono partita è un gruppo composto tutto da docenti di sostegno, in quanto l’ambito di formazione era specifico: “Strategie d’ inclusione per adolescenti diversamente abili”. Per me, unica docente di scienze motorie del gruppo, è comunque estremamente interessante, in quanto negli anni ho lavorato molto con la disabilità e le difficoltà di inclusione, non solo per la disciplina che insegno, ma anche  per i progetti teatrali e per le funzioni che ho svolto. 

Poi i colleghi sono anche amici, rapporti consolidati negli anni da condivisione di lavoro e con alcuni anche della vita privata. Ma arriviamo al nocciolo…

Dopo un viaggio piuttosto tranquillo siamo giunti finalmente in albergo dove abbiamo incontrato Marja. Una simpatica ragazza dall’aria leggermente timida ma che si è visto subito con una certa esperienza. Lei ci ha seguito in tutto il percorso formativo e ci ha aiutato a districarci negli spostamenti e nei vari problemi organizzativo/ logistici che si sono presentati. Ma la cosa fantastica per me è stata scoprire che parla italiano, questo mi ha rassicurato molto perché non nascondo che qualche difficoltà con l’inglese da parte mia  c’è. Ho scoperto poi man mano che sull’ isola si parla molto l’italiano, sorpresa molto gradita  per me.

Ogni giorno, ci siamo recati nei locali di Inspire dove si svolgeva la formazione con un piccolo bus guidato quasi sempre da una donnona piuttosto burbera e sbrigativa nei modi, ma comunque molto pratica. In una mezzora di guida nel caotico traffico di punta di Malta eravamo al centro.

Le lezioni sono state svolte come workshop e discussione, affrontando argomenti diversi, tutti inerenti al tema della formazione. Ogni docente ci ha presentato gli argomenti di cui si occupava approfondendo e discutendo con noi degli aspetti trattati. Non si sono affrontati solo argomenti settoriali e legati all’ambito del sostegno, ma si è vista l’attenzione a coinvolgere tutti trattando anche argomenti a me personalmente molto più vicini e praticati nella mia attività professionale, quali l’attività  motoria ed il teatro.

Ci tengo a dire tutti gli incontri, nessuna escluso, sono stati molto  interessanti e formativi. Tutti, senza distinzione, hanno apportato qualcosa di nuovo e di utile al mio bagaglio culturale e professionale.

Il percorso teorico si è concluso con  una visita estremamente utile agli impianti del Centro Inspire, dove vi è la piscina, palestre e strutture  molto specifiche per la disabilità. 

A cercare qualcosa che può essere mancato a questo percorso potrei dire forse un approccio con la pratica della didattica di inclusione diretta. Mi sarebbe piaciuto vedere come effettivamente alcune strategie si applicano alla realtà scolastica alla presenza dei ragazzi. La ricaduta di quest’ esperienza nell’ambito della nostra realtà avviene socializzando con gli altri docenti gli aspetti che si ritengono particolarmente interessanti e percorribili anche nel nostro Istituto, ma anche organizzando per i prossimo anno scolastico delle piccole sperimentazioni che possano avere uno spazio nell’ ambito dell’integrazione, aggiungendo dei piccoli tasselli al percorso di inclusione che già si attua nel nostro Istituto.

Voglio concludere con un apprezzamento per l’organizzazione che è stata ineccepibile sia a Lecce che a Malta. Come ultima considerazione, che esula da quella professionale, direi che mi rimane di questo viaggio anche un ricordo di un’esperienza culturale, gastronomica ed umana bellissima. Perché, oltre ad aver  lavorato molto e bene, ho condiviso momenti bellissimi che vanno molto al di là dell’esperienza professionale.

 

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